“Li mortacci vostra regà, alzate ste mano!”

E’ l’urlo di Fetz Darko  che scalda i motori del primo vero grande appuntamento hip hop romano del 2014 del Big Bang a Testaccio. L’album “Lotta Medievale” è appena stato pubblicato e nei microfoni rigorosamente attaccati alla bocca si sversano rime baciate sul disagio e la vita difficile di borgata.

Ore 23.30 apertura cancelli, senza ressa, perchè la notte è giovane e soprattutto lunga.
Di tempo ce n’è a volontà per studiare i muri mentre nella sala vuota echeggiano tracce di Joe Cassano e Busta Rhymes.

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Ore 1.00 passata, l’host IL TURCO richiama tutti sotto il palco dove tutti troveranno posto in prima fila.

“Semo pochi regà ma semo bellissimi”

Ogni volta che viene introdotto un nuovo pezzo prendo sempre più consapevolezza delle mie profonde lacune sulla scena rap romana, non riuscendo a cogliere bene le relazioni che intercorrono tra il collettivo BRUTTA GENTE (gli organizzatori della serata) e Fetz Darko dei Giudasfella, dei quali non m’è ben chiaro se facessero parte pure loro in passato del leggendario Truceklan. Però si ringraziano tutti a vicenda, in memoria dei tempi in cui se volevano tutti bene e facevano i botti sotto l’etichetta Gente de Borgata e RomaZoo, e un po’ mi sento di voleje bene pure io.

I miei jeans skinny e cappotto montgomery sono quanto di più stridente con il look cavallo basso, scarponi globe e felponi con cappucci sopra i berretti dalla visiera piatta, ma se il mio braccio alzato batte a tempo con la rima, allora mi sento parte della famiglia anch’io, bro.

Ore 2.00 dal pubblico impaziente si alza una distinta voce femminile:
“Oh ma ce sta Metar Carteee !?!”

Da dietro le quinte compare un losco figuro dal tutone grigio rocky balboa e marsupione. E’ Marco De Pascale, è Metal Carter.
“C’ho 38 de febbre regà”  e si vede dal sudore che gli lucida i tatuaggi.

palco

A fine concerto i primi veri fanz a rubare uno scatto a rischio contagio H1N1 siamo noi.
E’ storia.

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Uno dei suoi tatuaggi è trasudato sulla mia mano destra

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Metal con groupies

L’imperdibile live “Pagliaccio di ghiaccio”:

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One thought on “Metal Carter, true Roman Andergraund

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